Il comparto delle tecnologie per la lavorazione del vetro sta affrontando una forte competizione globale: automazione, AI ed efficienza energetica possono aiutare a mantenere la leadership
Indice degli argomenti
- L’industria italiana delle macchine per vetro: tradizione manifatturiera e visione futura
- Scenario di mercato: tra innovazione tecnologica e pressione competitiva
- Intervista a Lucia Masutti, Direttore Generale di GIMAV
- Direttore Masutti, quali sono le principali innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il settore?
- Come evolve l’approccio delle imprese alla sostenibilità?
- Quali strategie state adottando per rafforzare l’internazionalizzazione?
- Qual è la principale sfida che il settore affronterà nei prossimi anni?
- Ecosistemi di innovazione: l’affinità con i valori di Schneider Electric
L’industria italiana delle macchine per vetro: tradizione manifatturiera e visione futura
Il settore italiano delle macchine e tecnologie per la lavorazione del vetro rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, con circa 3 miliardi di euro di fatturato annuo e una vocazione all’export superiore al 70%. GIMAV, l’associazione che dal 1980 raggruppa i costruttori e fornitori italiani di macchine, accessori, attrezzature e prodotti speciali per la lavorazione del vetro, costituisce il punto di riferimento per l’intera filiera, rappresentando circa l’80% del turnover totale del settore.
In un contesto globale caratterizzato da crescente competizione internazionale e dall’urgenza della transizione ecologica, le imprese italiane stanno affrontando una trasformazione profonda. L’automazione avanzata, l’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi e l’efficienza energetica costituiscono fattori determinanti di competitività. Il passaggio da macchine “stand alone” a linee intelligenti e interconnesse sta ridefinendo gli standard del settore.
La sfida è duplice: mantenere il vantaggio qualitativo e tecnologico che contraddistingue il Made in Italy rafforzando, al contempo, dimensione aziendale, capacità di fare sistema e presenza strutturata sui mercati extra-europei, dove la concorrenza di player asiatici e grandi gruppi internazionali si fa sempre più agguerrita.
Scenario di mercato: tra innovazione tecnologica e pressione competitiva
Il comparto italiano delle macchine per la lavorazione del vetro si confronta oggi con dinamiche complesse. La competizione globale vede i player asiatici molto aggressivi sul piano dei prezzi e i grandi gruppi internazionali con solide capacità finanziarie. Parallelamente, la domanda si sta spostando verso soluzioni complete: non più solo macchine, ma sistemi integrati, software, servizi, assistenza e retrofit.
Sul piano geografico, gli Stati Uniti confermano il loro ruolo di primo mercato di riferimento, con particolare interesse per automazione, sicurezza ed energy management. I risultati molto positivi registrati in Turchia, Arabia Saudita e Marocco dimostrano che le aziende italiane sono particolarmente competitive nei mercati in forte sviluppo industriale, dove è richiesto un mix di tecnologia avanzata e flessibilità progettuale.
Due elementi emergono come prioritari: da un lato, la pressione crescente su sostenibilità ed efficienza energetica sta ridefinendo le scelte di investimento dei clienti finali; dall’altro, la carenza di competenze tecniche e digitali rischia di diventare il vero collo di bottiglia della crescita. La sfida principale non è più solo tecnologica, ma riguarda scalabilità, standardizzazione e capacità di trasformare eccellenze individuali in soluzioni industriali replicabili.
Intervista a Lucia Masutti, Direttore Generale di GIMAV

Direttore Masutti, quali sono le principali innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il settore?
Automazione, digitalizzazione, Industria 4.0, AI e IoT sono già fattori determinanti di competitività. Le aziende italiane stanno evolvendo da macchine stand alone a linee intelligenti e interconnesse, la manutenzione reattiva diventa predittiva, perché basata sui dati, e il controllo del processo tramuta in ottimizzazione continua delle performance energetiche e produttive. Le tecnologie più promettenti sono diverse: AI applicata al controllo qualità e alla riduzione degli scarti; digital twin e simulazione avanzata soprattutto per forni e impianti complessi; integrazione spinta tra OT ed energia – tema su cui il contributo di partner come Schneider Electric è cruciale; oltre a laser e additive manufacturing per applicazioni su componenti speciali e prototipazione.
Come evolve l’approccio delle imprese alla sostenibilità?
Il fatto che il 68% delle imprese abbia già una roadmap ESG al 2030 è estremamente significativo: la sostenibilità è ormai vista come leva strategica, non solo come adempimento normativo. Le direttrici principali di investimento riguardano l’elettrificazione dei forni e la riduzione delle emissioni, l’efficientamento energetico degli impianti, il maggiore utilizzo di vetro riciclato e il monitoraggio digitale dei consumi. Le aziende che investono meglio hanno compreso che la transizione green riduce i costi nel medio periodo, migliora la bancabilità e rafforza il posizionamento commerciale sui mercati più maturi. Ecco spiegato perché la collaborazione tra costruttori di macchine, fornitori di tecnologia e player dell’energia è decisiva.
Quali strategie state adottando per rafforzare l’internazionalizzazione?
Vitrum, la nostra fiera di riferimento, è al centro di un percorso di riposizionamento chiaro: da fiera tradizionale a piattaforma internazionale di business, tecnologia e visione industriale. Stiamo puntando sulla maggiore integrazione tra esposizione, contenuti e networking qualificato e sul rafforzamento delle delegazioni estere con l’incoming buyer mirati. Prioritarie le sinergie con istituzioni e partner tecnologici presenti in Nord America, Medio Oriente, Nord Africa e Sud-Est asiatico. Parallelamente, come GIMAV lavoriamo su missioni imprenditoriali strutturate, progetti di formazione di respiro internazionale e iniziative di sistema per accompagnare le PMI sui mercati esteri. La chiave è passare da una presenza episodica a una strategia continuativa di posizionamento globale.
Qual è la principale sfida che il settore affronterà nei prossimi anni?
La carenza di competenze tecniche e digitali rappresenta il vero rischio. Abbiamo tecnologie eccellenti, ma dobbiamo accelerare su innovazione, sostenibilità, formazione e alleanze strategiche. Il comparto italiano ha tutte le carte in regola per restare leader mondiale, ma serve fare sistema in modo più strutturato.
Ecosistemi di innovazione: l’affinità con i valori di Schneider Electric
L’evoluzione descritta rispecchia i principi della trasformazione industriale sostenibile. L’integrazione tra OT ed energia, l’ottimizzazione continua delle performance produttive ed energetiche, il passaggio alla manutenzione predittiva e l’adozione dei digital twin rappresentano pilastri comuni di una visione industriale orientata al futuro.
La collaborazione tra associazioni di categoria, imprese manifatturiere e partner tecnologici evidenzia come la condivisione di competenze e visioni strategiche possa accelerare l’adozione di soluzioni innovative. Il ruolo di GIMAV nel promuovere alleanze strategiche, formazione continua e internazionalizzazione strutturata si conferma fondamentale per accompagnare le imprese verso una trasformazione che coniughi competitività economica e responsabilità ambientale.
L’obiettivo condiviso è trasformare la sostenibilità in vantaggio competitivo misurabile, supportando le imprese nella transizione digitale ed energetica attraverso soluzioni scalabili e standardizzate.
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