Come eseguire il recupero dell’SF6 dai quadri di media tensione

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La gestione delle apparecchiature di media tensione quando giungono alla fine della loro vita operativa può risultare difficoltosa, e la presenza di esafluoruro di zolfo (SF6) spesso ne aumenta la complessità. Tuttavia, crea una preziosa opportunità per prendere decisioni più sostenibili. L’elevato GWP (global warming potential, potenziale di riscaldamento globale) dell’SF6 e la sua lunga permanenza in atmosfera rendono il corretto recupero e riciclo essenziali per ridurre le emissioni e rispettare le normative.

Come passare a un sistema di distribuzione elettrica SF6 free? Schneider Electric aiuta i clienti a trasformare questa sfida in un’opportunità, accompagnandoli nel passaggio da apparecchiature tradizionali come gli SM6 a tecnologie innovative prive di SF6, come gli SM AirSeT. Per approfondire il tema abbiamo intervistato Ludovic Debuchy, responsabile globale della divisione Take Back, che da oltre vent’anni sviluppa strategie e servizi per una gestione sempre più sostenibile e circolare delle infrastrutture elettriche.

Perché la gestione dell’SF6 oggi è cruciale

Dhanyatha Kalale: In che modo la persistenza in atmosfera è correlata con l’importanza delle attività di riciclo e recupero dell’SF6?

Ludovic Debuchy: È fondamentale. L’SF6 è un gas artificiale che non esisteva in atmosfera prima dell’inizio del suo utilizzo industriale e, una volta rilasciato, vi rimane per millenni. Ecco perché recuperare ogni chilogrammo di questo gas durante lo smantellamento dei quadri SM6 è così critico. Un recupero dell’SF6 completo riduce al minimo i danni ambientali, garantisce una gestione adeguata e soddisfa i requisiti normativi. In molti paesi l’SF6 è riconosciuto come un gas serra soggetto a restrizioni, il che richiede processi di recupero certificati, specifica documentazione e rispetto dei protocolli di smaltimento. L’osservanza di questi passaggi previene i rischi di non conformità, garantisce la preparazione per gli audit e promuove la transizione verso tecnologie più pulite come quelle presenti negli SM AirSeT.

Cosa succede realmente all’SF6 a fine vita?

D.K.: Cosa succede alle apparecchiature contenenti SF₆ una volta che non sono più operative o funzionanti?

L.D.: Nei settori regolamentati, la gestione delle apparecchiature elettriche a fine vita segue protocolli rigorosi. Le apparecchiature vengono disattivate in sicurezza, il gas SF6 viene recuperato utilizzando strumenti certificati da partner qualificati e stoccato in bombole sigillate. A quel punto, il trattamento dell’SF6 prevede due fasi:

  • la decomposizione termica per la mitigazione o la purificazione ambientale,
  • la rigenerazione per il riutilizzo in altre applicazioni.

I servizi Take back di Schneider Electric, integrati nei progetti di aggiornamento, offrono soluzioni semplificate per la dismissione di apparecchiature come le vecchie unità SM6 contenenti SF6. Il servizio inizia per via digitale, assicurando un trasporto senza intoppi verso impianti certificati per il recupero dell’SF6. Le apparecchiature vengono smantellate in condizioni controllate e tutti i materiali, come acciaio, alluminio, rame e componenti elettronici, vengono riutilizzati o recuperati in modo appropriato. Ogni fase è supportata da una documentazione trasparente, comprese le valutazioni di impatto collegate alle richieste digitali. I clienti beneficiano di un processo conforme ed efficiente, che accelera la transizione verso tecnologie senza SF6 come negli SM AirSeT. Gli ambienti non regolamentati, tuttavia, presentano una variabilità nelle pratiche, spesso priva di risorse certificate e procedure affidabili, il che aumenta il rischio di una gestione impropria. Schneider Electric affronta questa sfida fornendo soluzioni professionali per il ritiro dei rifiuti con processi tracciabili, garantendo ai clienti servizi uniformi a prescindere dalle normative vigenti.

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Schneider Electric vi supporta nella gestione responsabile dei vostri prodotti a fine vita, facilitandone il recupero e la reintegrazione all’interno di percorsi circolari più efficienti.

Oltre l’SF6, verso un futuro resiliente

D.K.: Le apparecchiature senza SF6 potrebbero in futuro allinearsi ai protocolli esistenti per i flussi di riciclaggio standard?

L.D.: In linea di principio, sì. Gli interruttori senza gas SF6 non richiedono uno specifico trattamento di fine vita. Una volta scollegati, gli apparecchi seguono in genere procedure di riciclaggio simili a quelle utilizzate per i normali dispositivi elettronici. Metalli come acciaio, rame, alluminio e componenti elettronici possono essere smaltiti tramite i canali di riciclaggio standard senza necessità di recupero dell’SF6, bombole speciali o smaltimento certificato dell’SF6. Pur rimanendo in vigore le precauzioni per la sicurezza elettrica e la classificazione dei rifiuti, non è più necessario eseguire complesse fasi di estrazione del gas. Questo processo semplificato è uno dei vantaggi pratici del passaggio dai tradizionali interruttori SM6 che usano SF6 agli SM AirSeT, offrendo in tal modo un percorso di fine vita semplificato.

Ampliamento dei programmi globali di ritiro per SM6

D.K.: Quali obiettivi sono stati raggiunti nello sviluppo di soluzioni per il ritiro di apparecchiature contenenti SF6?

L.D.: Abbiamo fatto notevoli passi avanti. Grazie all’integrazione del servizio di ritiro nella nostra offerta, stiamo recuperando e trattando volumi maggiori di apparecchiature di media tensione dismesse contenenti gas SF6 in diverse regioni. Il nostro obiettivo è ampliare la disponibilità dei servizi, rafforzare le partnership logistiche e semplificare i processi di recupero e bonifica per i clienti. Man mano che le roadmap di aggiornamento prendono forma, ci assicuriamo che la gestione, la tracciabilità e il riciclo dell’SF6 siano integrati senza impedimenti nella transizione verso alternative più pulite come SM AirSeT.

Valutazione dei risultati: i vantaggi ambientali del ritiro delle apparecchiature

D.K.: Qual è la procedura per registrare i risultati ambientali di un programma di ritiro delle apparecchiature e stimarne l’impatto in termini di CO2 sui clienti?

L.D.: Ogni iniziativa di ritiro delle apparecchiature fornisce solide metriche ambientali, che descrivono in dettaglio l’impatto dei processi di fine vita, come il cambiamento climatico, l’esaurimento dei combustibili fossili e il consumo idrico. Un aspetto fondamentale è il recupero dell’SF6, un gas con un fortissimo potenziale di riscaldamento globale (pari a 24.300 kg di CO2e per kg), come evidenziato nella sesta valutazione dell’IPCC. Equivale a percorrere 90.000-95.000 km con un’auto a benzina, pari a più di due volte la circonferenza terrestre. Un corretto riciclo dell’SF6 consente una dismissione responsabile e sicura delle apparecchiature. Questo metodo rafforza la gestione sostenibile della rete elettrica, garantendo un futuro energetico affidabile e rispettoso dell’ambiente.

Progressi verso l’eliminazione dell’SF6: aprire la strada al futuro

Mentre il settore accelera con la transizione verso tecnologie più pulite e prive di SF6,

le pratiche responsabili legate al fine vita dei dispositivi sono più importanti che mai. I programmi Take back di Schneider Electric garantiscono ai clienti che dismettono apparecchiature obsolete – come quelle in media tensione con SF6 – la possibilità di farlo in modo sicuro, conforme alle normative e con la massima trasparenza, riducendo significativamente il relativo impatto ambientale.

Recuperando e riciclando correttamente l’SF6 vi aiutiamo a dismettere le vecchie apparecchiature in media tensione in sicurezza e trasparenza. È una soluzione pratica e responsabile, nonché un elemento chiave del nostro supporto per un funzionamento semplice e affidabile della rete, che vi permette di lavorare in tutta tranquillità.

State aggiornando i vostri impianti? Scoprite come affrontare al meglio questa transizione con il vostro partner nel settore delle tecnologie energetiche.

Questo post è stato originariamente pubblicato sul blog global di Schneider Electric.

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