Intacture, in Val di Non il primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera attiva

A 100 metri di profondità, nel cuore di una montagna della Val di Non, nasce Intacture: il primo data center in Europa realizzato all’interno di una miniera attiva. Il progetto, sostenuto anche dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è promosso dall’Università di Trento, che ne guida il coordinamento scientifico e svolge il ruolo di soggetto attuatore del finanziamento ottenuto nell’ambito del bando del Ministero dell’Università e della Ricerca dedicato alle infrastrutture digitali e tecnologiche.

L’iniziativa prende forma attraverso Trentino DataMine, società nata da un partenariato pubblico-privato istituzionalizzato che riunisce l’Ateneo trentino e un raggruppamento di imprese selezionate tramite gara pubblica, chiamate a contribuire con competenze industriali, tecnologiche, finanziarie e operative. Progettato da IN-SITE planning & building, il data center rappresenta un modello innovativo di collaborazione tra ricerca, impresa e territorio, con l’obiettivo di sviluppare un ecosistema avanzato per l’innovazione tecnologica e il trasferimento di conoscenze tra mondo accademico e industria.

nasce Intacture: il primo data center in Europa realizzato all’interno di una miniera attiva

Intacture, un nuovo paradigma per i data center sostenibili

Intacture nasce con una missione precisa: ripensare il concetto stesso di data center attraverso un modello che coniuga innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e resilienza infrastrutturale. Oltre l’80% della struttura è infatti realizzata in ambiente ipogeo, una scelta che consente di ridurre significativamente il consumo di suolo e di valorizzare le condizioni naturali offerte dalla montagna che lo ospita.

La collocazione all’interno della miniera permette di sfruttare temperature naturalmente stabili (12 °C) durante tutto l’anno, riducendo il fabbisogno energetico necessario al raffreddamento delle apparecchiature e contribuendo a migliorare l’efficienza complessiva dell’infrastruttura. A questi vantaggi si aggiungono elevati standard di sicurezza fisica e protezione dei dati, resi possibili proprio dalle caratteristiche geologiche del sito.

Con una capacità iniziale di 800 kW, già predisposto per l’espansione a 1.5 MW e destinata a crescere fino a 6 MW nelle fasi successive di sviluppo, Intacture è a disposizione delle imprese che necessitano di servizi avanzati di elaborazione e gestione dei dati. Parallelamente, il data center sarà il fulcro di un ecosistema dedicato alla ricerca e all’innovazione, favorendo lo sviluppo di applicazioni in ambiti strategici come l’intelligenza artificiale, l’energia e le scienze della vita.

A testimoniare l’unicità del progetto è anche il contesto che lo ospita. La stessa miniera accoglie oggi circa 40.000 tonnellate di mele, 1.200 forme di formaggio e 2,5 milioni di bottiglie di vino, confermandosi un ambiente già ampiamente utilizzato per attività che richiedono condizioni di conservazione stabili e controllate. Un esempio concreto di come le caratteristiche naturali del sottosuolo possano essere messe al servizio di funzioni diverse, dall’agroalimentare all’infrastruttura digitale.

Quali tecnologie per un data center in miniera?

Realizzare un data center all’interno di una miniera attiva ha richiesto un approccio progettuale integrato, capace di adattare le tecnologie più avanzate a un contesto infrastrutturale unico. Intacture è stato concepito come un ecosistema tecnologico in cui tutti i componenti – dal raffreddamento alla distribuzione elettrica, dalla continuità di alimentazione alla gestione software – operano in modo coordinato per garantire efficienza, affidabilità e resilienza anche a fronte di carichi ad alta intensità di calcolo, come quelli richiesti dalle applicazioni di High Performance Computing (HPC) e di Intelligenza Artificiale.

Un ruolo importante è stato svolto da Schneider Electric, tra i principali partner tecnologici, che ha fornito le principali infrastrutture critiche del data center e ha collaborato fin dalle prime fasi con tutti gli attori coinvolti nel progetto per affrontare e risolvere le sfide tecniche legate alla realizzazione di un’infrastruttura digitale in ambiente ipogeo.

L’intervento ha riguardato l’intero sistema dal grid dal chip, dal chip al chiller: dalla media tensione ai quadri di distribuzione elettrica, dai sistemi UPS per la continuità operativa alle PDU dedicate all’alimentazione dei server, fino agli armadi rack, ai sistemi di raffreddamento, al monitoraggio energetico, all’automazione del Building Management System (BMS) e alle piattaforme DCIM per la gestione centralizzata dell’infrastruttura.

Power center all'interno della miniera

Alimentazione sostenibile ed efficiente

Uno degli elementi distintivi del progetto riguarda la distribuzione elettrica, realizzata con quadri di media tensione SM AirSeT, tecnologia che utilizza isolamento in aria in sostituzione del gas SF6, tradizionalmente impiegato nel settore ma caratterizzato da un elevato potenziale climalterante (GWP). La piattaforma AirSeT è inoltre nativamente digitale e consente l’integrazione con sistemi avanzati di monitoraggio e manutenzione predittiva basati su algoritmi di intelligenza artificiale.

L’intera infrastruttura elettrica viene supervisionata attraverso piattaforme digitali dedicate che permettono il controllo continuo degli asset più critici, migliorando la disponibilità dell’impianto e riducendo i tempi di intervento. Grazie anche alle caratteristiche dell’ambiente ipogeo e alle soluzioni tecnologiche adottate, Intacture punta a raggiungere un valore di Power Usage Effectiveness (PUE) 1.25 inferiore alla media europea dei data center.

Monitoraggio e controllo per infrastrutture mission critical

La gestione operativa dell’infrastruttura è affidata alla piattaforma EcoStruxure IT, che abilita il monitoraggio e la gestione da remoto dell’intero data center. Oltre alla visualizzazione in tempo reale dei parametri operativi, il sistema mette a disposizione strumenti di modellazione e simulazione che consentono di prevedere criticità, ottimizzare le prestazioni e supportare decisioni operative basate sui dati.

In una struttura collocata a 100 metri di profondità, il monitoraggio continuo rappresenta un requisito fondamentale non solo per garantire la continuità operativa, ma anche per gestire in modo efficiente l’evoluzione dei carichi di lavoro e delle risorse infrastrutturali.

Scalabilità e supporto ai carichi AI

La continuità elettrica è assicurata dagli UPS trifase Galaxy VL, progettati per ambienti ad alta densità e caratterizzati da un ingombro ridotto. Grazie alla tecnologia a doppia conversione e alla modalità eConversion, questi sistemi raggiungono livelli di efficienza fino al 99%, garantendo al contempo elevati standard di protezione dell’alimentazione.

L’infrastruttura IT è alloggiata in NetShelter SX Gen2 sviluppati per ambienti ad alta densità. Questi rack assicurano robustezza, sicurezza fisica e gestione ottimizzata dei flussi d’aria, mentre il sistema NetShelter Aisle Containment separa i corridoi caldi e freddi per aumentare l’efficienza del raffreddamento e ridurre i consumi energetici. Completano il sistema le Rack PDU NetShelter Advanced, che consentono il monitoraggio remoto dell’alimentazione a livello di rack, supportano carichi fino a 70 kW e integrano funzionalità avanzate di cybersecurity inclusi firmware certificati IEC 62443-4-2 Security Level 2 (SL2) e manutenzione senza interruzione del servizio.

Raffreddamento ad alta efficienza

La gestione termica rappresenta uno degli aspetti più rilevanti per un’infrastruttura destinata a ospitare applicazioni HPC e AI. Intacture combina scambiatori di calore acqua-acqua, unità di condizionamento ad alta efficienza e sistemi di raffreddamento con refrigeranti a basso impatto ambientale, riducendo il consumo energetico rispetto alle soluzioni convenzionali.

A completare l’architettura sono presenti chiller ad alta efficienza equipaggiati con compressori centrifughi a levitazione magnetica Turbocor e gas refrigeranti a basso impatto ambientale, progettati per lavorare ad alte temperature per la più elevata efficienza energetica e, soprattutto, zero consumo di acqua. Questa configurazione garantisce elevata affidabilità e consente di adattare il funzionamento dell’impianto alle diverse fasi di crescita di Intacture, dal popolamento iniziale fino ai futuri carichi legati all’intelligenza artificiale e al supercalcolo.

INTACTURE: il primo data center in Europa in una miniera attiva della Val di Non ad elevato valore strategico e tecnologico sul territorio

Il valore del Data Center come asset strategico

Il valore aggiunto del progetto risiede dal punto di vista tecnologico nell’integrazione di diversi sistemi all’interno di un’unica architettura connessa, in un contesto complesso come quello di una miniera, in grado di assicurare la continuità del servizio e supportare le future esigenze di crescita del data center.

Dal punto di vista del territorio Intacture diventa asset strategico per lo sviluppo di diverse professionalità e competenze universitarie specialistiche, grazie al ruolo svolto dall’Università di Trento, inoltre ha un’importante funzione di volano economico per l’innovazione e la digitalizzazione, in linea con le filiere locali, per lo sviluppo di competenze specifiche universitarie supportate dall’Università di Trento.

Scopri di più leggendo il nostro ultimo comunicato stampa.

Aggiungi un commento

Tutti i campi sono richiesti.