Illuminazione di emergenza: come navigare in un quadro normativo in evoluzione per la sicurezza degli edifici

L’illuminazione di emergenza rappresenta un elemento critico per la sicurezza degli edifici: deve attivarsi automaticamente in caso di mancanza di alimentazione ordinaria per garantire l’evacuazione sicura delle persone. L’obbligo di installazione deriva direttamente dal Codice di Prevenzione Incendi (DM 03-08-2015, paragrafo S.4.5.10), ma è il corpus normativo tecnico a definire come progettare, realizzare e mantenere questi impianti in piena efficienza.

Negli ultimi mesi del 2024 e all’inizio del 2025, il panorama normativo italiano ed europeo ha subito una trasformazione significativa con la pubblicazione di tre aggiornamenti fondamentali: la nuova edizione della CEI 64-8 (settembre 2024), la revisione della UNI EN 1838 (febbraio 2025) e l’aggiornamento della CEI EN 50172 (settembre 2024). Queste norme introducono requisiti più stringenti e dettagliati che ridefiniscono l’approccio progettuale e manutentivo per gli impianti di illuminazione di emergenza.

La ripartizione delle competenze normative

Il quadro normativo attuale si articola in modo complementare tra tre documenti principali, ciascuno con un ruolo specifico.

La CEI 64-8 tratta gli aspetti impiantistici dei servizi di sicurezza, definendo i requisiti per l’alimentazione, la protezione dei circuiti e l’installazione fisica degli impianti. La UNI EN 1838 si occupa della progettazione illuminotecnica, specificando i livelli di illuminamento richiesti, l’uniformità della luce e le caratteristiche fotometriche necessarie per garantire visibilità adeguata durante l’evacuazione. La CEI EN 50172 definisce i requisiti relativi alla documentazione, alle verifiche periodiche e alle manutenzioni necessarie per mantenere gli impianti in efficienza nel tempo.

Questa separazione delle competenze richiede ai professionisti del settore una conoscenza integrata di tutti e tre i documenti per garantire impianti funzionali, conformi e affidabili.

CEI 64-8: nuovi requisiti impiantistici per l’alimentazione di sicurezza

Il capitolo 56 della CEI 64-8, completamente riscritto nell’edizione di settembre 2024, introduce modifiche sostanziali per gli impianti di illuminazione di emergenza, con particolare attenzione alla continuità del servizio e all’affidabilità in caso di incendio.

Alimentazione e circuiti

Tra le conferme più rilevanti, la norma ribadisce la necessità di garantire disponibilità dell’alimentazione per un tempo adeguato anche in caso di incendio, utilizzando sorgenti di sicurezza conformi (sistemi centralizzati secondo CEI EN 50171 o UPS secondo la serie CEI EN IEC 62040 e CEI EN 50171). L’indipendenza dei circuiti di sicurezza da quelli ordinari rimane un principio cardine della progettazione.

Le novità riguardano principalmente gli impianti di illuminazione di emergenza ad energia centralizzata. Gli apparecchi lungo le vie di esodo devono ora essere alimentati alternativamente con almeno due circuiti separati, indipendentemente dalla lunghezza della via di esodo. Ciascun circuito finale non può alimentare più di 20 apparecchi e il carico nominale applicato non deve superare il 60% della corrente nominale della protezione. È inoltre vietato l’uso del neutro in comune per i circuiti monofase, mentre i corpi illuminanti di emergenza devono essere identificati con etichetta rossa di diametro minimo 30 mm.

Protezioni e continuità di servizio

Per aumentare l’affidabilità dell’alimentazione anche durante un incendio, la norma raccomanda di non proteggere i circuiti di sicurezza dal sovraccarico, pur mantenendo la protezione contro il cortocircuito a fine linea. Inoltre, questi circuiti non devono essere protetti con interruttori differenziali (RCD) o dispositivi di protezione da arco serie (AFDD).

Esiste tuttavia un’eccezione importante per i sistemi di distribuzione TT: quando non è possibile applicare altri sistemi di protezione contro i contatti indiretti, è ammesso l’utilizzo di interruttori differenziali con corrente di intervento non inferiore a 300 mA, preferibilmente di tipo S o ritardato.

A fronte di questa riduzione delle misure di protezione, la norma richiede il monitoraggio costante delle condizioni di funzionamento delle sorgenti di sicurezza e il controllo di eventuali sovraccarichi.

UNI EN 1838: requisiti illuminotecnici più stringenti

L’edizione 2025 della UNI EN 1838 introduce modifiche sostanziali che ridefiniscono i parametri di progettazione illuminotecnica per l’illuminazione di emergenza.

La nuova categoria: illuminazione di area locale

La principale novità è l’introduzione di una nuova tipologia di illuminazione di emergenza: l’illuminazione di area locale. Si tratta della porzione di illuminazione che fornisce luce per le persone a cui è permesso rimanere nell’edificio durante il guasto dell’alimentazione elettrica normale, sulla base di una preliminare e corretta analisi del rischio.

Questa categoria trova applicazione in contesti specifici: nelle case di cura, dove al mancare dell’alimentazione non si procede immediatamente con l’evacuazione ma si preparano personale e ospiti in attesa del segnale; nei negozi, dove si permette al pubblico di mantenere la normale presenza; nelle scuole, per consentire al personale di organizzare l’evacuazione degli alunni, specialmente in presenza di minori.

I requisiti per l’illuminazione di area locale prevedono un livello di illuminamento definito in base alla valutazione del rischio, comunque non inferiore a quello delle vie di esodo, con un’autonomia minima di 1 ora.

Requisiti più severi per le vie di esodo

La nuova edizione aumenta significativamente la quantità di luce richiesta sul pavimento delle vie di esodo. Non è più sufficiente garantire 1 lux sulla mezzeria: ora è richiesto 1 lux su quasi tutta la larghezza della via di esodo, escludendo solo le fasce laterali di 0,5 metri. Questo requisito migliora drasticamente l’uniformità luminosa e la sicurezza durante l’evacuazione.

Aree specifiche e locali tecnici

La norma definisce ora requisiti dedicati per aree specifiche quali bagni, piscine, gruppi elettrogeni, sale di controllo e locali tecnici. In questi ultimi, per le apparecchiature di comando e i quadri elettrici associati all’illuminazione ordinaria e di emergenza, è richiesto un illuminamento minimo di 5 lux sul piano del compito visivo.

CEI EN 50172: verifiche e manutenzione sistematiche

La norma CEI EN 50172 edizione 2024 mette l’accento sulla manutenzione e sulle verifiche periodiche, elementi fondamentali per mantenere gli impianti in efficienza nel tempo.

Responsabilità e obblighi

La norma ricorda che mantenere in buona efficienza un impianto di illuminazione di emergenza è un obbligo del proprietario o del responsabile dell’impianto, che deve condurre le verifiche periodiche attraverso personale qualificato, compilare il registro delle verifiche ed effettuare la manutenzione.

Tipologie e periodicità delle verifiche

Il regime di verifiche previsto dalla CEI EN 50172 si articola in diverse tipologie con periodicità specifiche.

La verifica iniziale deve essere eseguita alla messa in servizio e deve comprendere un esame a vista per verificare la conformità dei prodotti, il corretto orientamento degli apparecchi e della segnaletica, la pulizia e il funzionamento corretto. Inoltre, include la verifica dell’autonomia, del funzionamento del sistema di monitoraggio, dell’assenza di ostacoli che possano compromettere la visibilità e dei requisiti fotometrici.

Le ispezioni giornaliere sono richieste sia per i sistemi ad alimentazione centralizzata, per controllare l’indicatore di stato e verificare eventuali guasti sia per quelli autonomi. Per questi ultimi la verifica è realisticamente realizzabile solo se è presente una funzione di monitoraggio automatico centralizzato.

La verifica funzionale mensile richiede di verificare la corretta accensione di ogni apparecchio di emergenza. Dopo la prova, l’alimentazione normale deve essere ripristinata e qualsiasi spia o dispositivo deve essere controllato per verificare l’avvenuto ripristino.

La verifica di autonomia annuale prevede la simulazione dell’interruzione dell’alimentazione normale per verificare l’autonomia di tutti gli apparecchi. Al termine della prova di durata completa, l’alimentazione deve essere ripristinata e tutti gli indicatori devono confermare il corretto funzionamento.

La verifica generale annuale richiede di ripetere le stesse verifiche iniziali, mentre la verifica illuminotecnica quinquennale impone la verifica dei requisiti fotometrici secondo la EN 1838, con livelli di illuminamento conformi ai requisiti minimi utilizzati per la progettazione del sistema.

Vantaggi del monitoraggio automatico centralizzato

I sistemi di monitoraggio automatico centralizzato conformi alla EN 62034 riducono drasticamente i tempi e i costi delle verifiche. Nel caso di utilizzo di tali sistemi, i requisiti di verifica funzionale mensile e di verifica di autonomia annuale sono considerati soddisfatti automaticamente, permettendo una gestione più efficiente degli impianti.

Il registro dell’impianto

Tra gli obblighi del proprietario o responsabile dell’impianto vi è la tenuta di un registro, cartaceo o digitale, per documentare i controlli periodici, le prove, i guasti e le eventuali modifiche apportate. Il registro deve riportare la data di messa in servizio, i dettagli sintetici di ciascun servizio e controllo effettuato, note su eventuali difetti e azioni correttive intraprese, e l’identificazione delle persone autorizzate per l’esecuzione delle verifiche.

I sistemi di monitoraggio automatico centralizzato semplificano significativamente la compilazione del registro, permettendo la stampa automatica dei risultati e la loro digitalizzazione.

Prescrizioni impiantistiche aggiuntive

L’Allegato D (normativo) della CEI EN 50172 integra le prescrizioni del capitolo 56 della CEI 64-8, prescrivendo che per prevenire azionamenti involontari in edifici non occupati si possano attivare sistemi di inibizione degli apparecchi secondo CEI EN 60598-2-22. Il cablaggio tra la sorgente elettrica di sicurezza e il quadro di distribuzione principale deve essere protetto contro cortocircuiti e guasti a terra, con un cavo dedicato per ogni circuito di alimentazione.

Per i sistemi centralizzati, se l’alimentazione normale è disponibile presso il quadro di distribuzione dell’illuminazione di emergenza, deve essere garantita la carica della sorgente di sicurezza. Il dimensionamento di tutti i componenti deve consentire la disconnessione entro 5 secondi in caso di cortocircuito, mentre i dispositivi di protezione devono funzionare in modo selettivo per ridurre al minimo i circuiti isolati in caso di guasto.

Tempistiche di applicazione

L’entrata in vigore delle nuove norme segue tempistiche differenziate che i professionisti devono conoscere per garantire la conformità degli impianti.

La CEI 64-8 edizione 2021 non è più applicabile dal 31 ottobre 2024, rendendo obbligatoria l’adozione immediata della nuova edizione per tutti i nuovi progetti o la trasformazione di quelli esistenti. La CEI EN 50172 edizione 2006 rimane applicabile fino a maggio 2027, mentre la UNI CEI 11222 (2013) cesserà di essere applicabile da aprile 2027. La UNI EN 1838 edizione 2013 rimane valida fino a giugno 2027.

Queste scadenze offrono un periodo di transizione durante il quale i professionisti devono aggiornarsi e adeguare le proprie procedure progettuali e manutentive.

Verso una gestione digitalizzata degli impianti

L’evoluzione normativa qui rappresentata accompagna in modo sistematico l’adozione di sistemi di verifica e monitoraggio centralizzato automatico, ormai disponibili sul mercato da tempo. Questi sistemi garantiscono nel tempo la sicurezza, l’affidabilità e la conformità al quadro tecnico e normativo, semplificando l’operatività di tutti gli attori coinvolti.

Gli studi di progettazione sono chiamati a recepire e applicare queste novità per garantire impianti sicuri e conformi. I responsabili legali degli edifici devono mantenere il registro dei controlli e assicurare che l’impianto sia verificato e manutenuto periodicamente. I tecnici manutentori e i facility manager sono tenuti ad applicare i requisiti di verifica, controllo e manutenzione per assicurare la piena funzionalità nel momento del bisogno.

Le tecnologie digitali per il monitoraggio e la gestione degli impianti di illuminazione di emergenza sono mature e affidabili. Sebbene alcune prescrizioni entreranno pienamente in vigore solo nel 2027, non è mai troppo presto per migliorare i livelli di sicurezza ed efficienza degli impianti, soprattutto quando gli strumenti per farlo sono già disponibili e testati sul campo.

La convergenza tra obblighi normativi sempre più stringenti e disponibilità di soluzioni tecnologiche avanzate rappresenta un’opportunità concreta per elevare gli standard di sicurezza negli edifici, trasformando la manutenzione da onere burocratico a componente strategica della gestione immobiliare.

Exiway Smart System DiCube: supervisione evoluta e test automatici

Schneider Electric propone una soluzione pensata per coniugare conformità normativa, automazione e riduzione dei costi operativi.

Exiway Smart System DiCube è un sistema indirizzabile per la gestione dell’illuminazione di emergenza in grado di effettuare test automatici, generare report di impianto e garantire una supervisione continua, sia in locale sia da remoto. Progettato per apparecchi autoalimentati DiCube, integra uno Smart Hub (centrale di controllo) e Smart Console (line controller) con Web server avanzato, semplificando monitoraggio, personalizzazione e manutenzione.

Il sistema si distingue per:

  • Modularità e scalabilità, adatto a progetti di piccole, medie e grandi dimensioni (uffici, hotel, banche, ospedali, retail).
  • Connettività flessibile (RS232, RS485, Ethernet).
  • Gestione fino a 128 apparecchi per Console su due linee DALI, espandibile fino a 1280 lampade con 9 Smart Console aggiuntive.
  • Integrazione completa in EcoStruxure e in BMS di terze parti.

L’integrazione nella piattaforma EcoStruxure – articolata su tre livelli: Connected Products, Edge Control e Apps, Analytics & Services – consente di trasformare l’impianto di illuminazione di emergenza in un nodo attivo dell’ecosistema edificio, insieme con HVAC, sicurezza e distribuzione elettrica. Attraverso soluzioni come EcoStruxure™ Building Operation e Power Monitoring Expert, il controllo diventa centralizzato, i dati vengono valorizzati e la conformità normativa è supportata da reportistica automatizzata e tracciabile.

Il risultato?

  • Maggiore sicurezza per gli occupanti
  • Maggiore sicurezza e affidabilità del parco installato
  • Allineamento alle norme su verifiche e manutenzione
  • Riduzione dei costi di gestione
  • Ottimizzazione del Total Cost of Ownership (TCO)

Anche se alcune nuove prescrizioni entreranno pienamente in vigore dal 2027, adottare fin da ora sistemi digitali come Exiway Smart System DiCube significa anticipare gli obblighi, ridurre il rischio di non conformità e aumentare l’efficienza operativa.

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