Cybersecurity IoT e OT negli ospedali: un nuovo pilastro per la sicurezza del paziente

Digitalizzazione, dispositivi connessi, automazione: gli ospedali stanno vivendo una trasformazione radicale. L’integrazione di tecnologie IoT (Internet of Things) e OT (Operational Technology) sta migliorando la qualità dell’assistenza, ottimizzando i processi e aprendo la strada a modelli di cura sempre più data-driven. Ma questa nuova complessità digitale ha un costo: una superficie d’attacco informatico in continua espansione, che mette a rischio non solo i dati, ma anche la salute dei pazienti.

Un ecosistema sempre più connesso

Oggi negli ospedali italiani circolano migliaia di dispositivi intelligenti: pompe di infusione, monitor multiparametrici, sensori ambientali, dispositivi wearable per il monitoraggio remoto, sistemi HVAC e infrastrutture OT che regolano la vita dell’intero ospedale.

Molti di questi device non sono nati con la cybersecurity in mente e spesso utilizzano protocolli legacy, firmware obsoleti e password predefinite difficili da modificare.

La crescente convergenza tra IT, IoT e OT

Questi tre mondi, un tempo separati, oggi sono interconnessi. Ciò significa che la compromissione di un piccolo sensore può in alcuni casi fungere da porta d’ingresso verso:

  • sistemi clinici critici,
  • cartelle elettroniche,
  • infrastrutture che garantiscono l’operatività dei reparti.

Rischi reali per la clinica e la continuità operativa

Gli attacchi informatici verso strutture sanitarie sono aumentati in modo significativo negli ultimi anni. E il motivo è semplice: gli ospedali non possono fermarsi, e questo li rende bersagli ideali per attacchi ransomware e intrusioni mirate.

Rischi per la sicurezza del paziente

  • Alterazione dei parametri trasmessi da sensori e apparecchi IoMT (IoMT – Internet of Medical Things)
  • Manipolazione del funzionamento di dispositivi salvavita
  • Ritardi diagnostici in caso di blocco dei sistemi connessi

Rischi per l’infrastruttura OT

  • Compromissione di HVAC e sistemi energetici
  • Interruzione dei servizi essenziali
  • Blocchi delle sale operatorie o dei reparti ad alto impatto clinico

Rischi di data breach

La sottrazione delle cartelle cliniche è oggi una delle minacce più redditizie per i cybercriminali.

L’errore umano rimane il primo vettore di attacco

Phishing, credenziali deboli, uso improprio dei dispositivi connessi: una parte significativa degli incidenti nasce da comportamenti involontari del personale. Investire in formazione è tanto importante quanto investire in firewall o segmentazione.

Come si mitigano questi rischi? Tecnologie, processi e persone

1.Tecnologie: la difesa intelligente

Segmentazione e micro-segmentazione

La rete ospedaliera deve essere suddivisa per isolare:

  • rete IT amministrativa
  • rete clinica
  • rete IoT
  • rete OT

In questo modo si riduce drasticamente il rischio di propagazione di un attacco, infatti con una adeguata segmentazione, nel caso che un attacco vada a colpire una zona dell’ospedale, con una adeguata segmentazione sarà possibile contenere la propagazione del malware all’interno delle zone e ridurre le eventuali compromissioni di sistemi.

Approccio Zero Trust

Non fidarsi mai per impostazione predefinita: ogni accesso deve essere verificato, autenticato e tracciato.

NAC (Network Access Control) e inventario dei dispositivi

Un ospedale deve sapere esattamente quali dispositivi sono connessi alla sua rete. Senza un inventario, la sicurezza è solo un’illusione.

Monitoraggio continuo e AI per la detection

Piattaforme in grado di identificare anomalie comportamentali sui dispositivi IoT/OT sono oggi fondamentali per intercettare minacce in tempo reale.

2.  Processi: la disciplina che fa la differenza

Risk assessment periodico

Valutare regolarmente i rischi congiunti (IT + IoMT + OT) e definire priorità di intervento.

Piani di risposta agli incidenti

Procedure chiare e condivise tra IT, ingegneria clinica e direzione per:

  • isolare dispositivi compromessi,
  • garantire la continuità dei reparti,
  • ripristinare rapidamente i sistemi.

Patch management dedicato ai dispositivi biomedicali

Non tutti i dispositivi si possono aggiornare facilmente, ma ignorare le vulnerabilità note significa esporsi inutilmente.

3.  Persone: la prima linea della difesa

La tecnologia è efficace solo se chi la utilizza è consapevole dei rischi.

Formazione continua del personale clinico e tecnico

  • riconoscimento del phishing,
  • uso sicuro dei device,
  • gestione delle credenziali,
  • segnalazione tempestiva di comportamenti sospetti.

Esercitazioni e simulazioni

Tabletop exercise e simulazioni di attacco aumentano la preparazione operativa di tutto l’ospedale.

Guardare al futuro: la cybersecurity come parte della cura

L’espansione dell’IoT e dell’OT amplifica significativamente la superficie d’attacco, ma con un approccio integrato che combini tecnologie avanzate, processi strutturati e formazione continua del personale, è possibile ridurre drasticamente i rischi.

La cybersecurity nel mondo ospedaliero non è più un tema riservato agli informatici IT. È diventata un fattore determinante per la sicurezza dei pazienti, la reputazione della struttura, la sostenibilità economica e la resilienza clinica.

Un ospedale moderno deve considerare la protezione di IoT e OT come parte integrante della sua missione: prendersi cura delle persone.

Schneider Electric, con il suo team globale di Cybersecurity, sia è in grado di supportare le infrastrutture sanitarie, con servizi sia di tipo consulenziale che nella implementazione di progetti di cybersecurity nelle aree OT e IOMT.

In particolare, siamo in grado di definire dei percorsi di compliance, iniziando dal riconoscimento e catalogazione degli assetts fino ai piani e progetti di remediation, per arrivare al monitoraggio e ai piani di risposta agli incidenti OT e IoT.

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L’autore del post

Umberto Cattaneo, EU Cybersecurity Business Consultant lead 
Schneider Electric 

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