Modernizzare il data center per mantenere efficienza e competitività: ecco su cosa intervenire

Quando si pensa a queste strutture per la gestione dei dati, ovvero l’asset più critico di ogni azienda, si fa riferimento agli apparati informatici. Ma questi evolvono costantemente, mentre quello che va periodicamente rinnovata è l’infrastruttura di supporto.

L’era informatica sembra iniziata ieri, invece sono passati diversi decenni. In questo periodo, i data center sono nati, si sono evoluti e poi sono stati completamente trasformati. In ogni caso invecchiati. Esiste quindi un momento in cui anche il più ambizioso dei data center ha bisogno di passare da un rinnovo o una modernizzazione. Qualcuno arriva a sostenere che un data center diventa obsoleto il giorno stesso in cui viene messo in servizio.

Pur senza avere una visione così estrema, è indubbio che in un mondo in rapida evoluzione sia necessario tenere sempre a mente le esigenze dei clienti e la necessità di garantire il massimo livello di prestazioni e disponibilità dei sistemi. Che si debba agire su un data center il cui sviluppo è stato seguito nel tempo o che sia necessario modernizzare una struttura ereditata da altri, l’obiettivo non cambia: bisogna stare al passo con i tempi per fare in modo che l’azienda o l’organizzazione possa mantenere la sua competitività. 

Quello che è importante non perdere di vista è che quando si parla di modernizzazione del data center non si fa riferimento agli apparati informatici: la loro evoluzione è così veloce e le esigenze in così rapido cambiamento che in quel caso si è di fronte a un adattamento costante. Ci sono invece elementi chiave, come lo spazio fisico o le infrastrutture di supporto, che vanno valutati in funzione delle necessità di crescita degli apparati IT: parliamo quindi di alimentazione elettrica, di raffreddamento, di armadiature, cablaggi, ridondanza elettrica o sistemi antincendio, per fare alcuni esempi. 

Gestire lo spazio

Lo spazio fisico non è detto debba per forza aumentare. Nella fase di progettazione si possono infatti valutare strade come la co-location, il passaggio, anche parziale, a formule di cloud computing o l’espansione tramite moduli prefabbricati. A volte si precede per consolidamento, riunendo in unico edificio diversi data center di dimensioni più piccole, che prima erano distribuiti in un’area più ampia. La strada scelta dipende dalla visione aziendale di medio-lungo periodo, dalla criticità e dalla riservatezza dei dati trattati. 

Quando ci si concentra sugli elementi infrastrutturali, gli ambiti di intervento vengono definiti dopo un’attenta analisi delle risorse in gioco. Sul fronte prettamente elettrico, gruppi di continuità (UPS), unità di distribuzione dell’alimentazione, trasformatori di isolamento, commutatori di trasferimento automatici, quadri e generatori possono essere sostituiti, rinnovati o migliorati nelle prestazioni ricorrendo a componenti tecnologici più moderni. Per esempio, negli UPS si può considerare la sostituzione di batterie al piombo acido regolate da valvola (VRLA), di condensatori in corrente continua (sui quali è consigliabile eseguire, oltre a una normale ispezione visiva, anche una scansione termica) o le ventole, in particolare negli UPS con tecnologia a doppia conversione, che ne richiedono un funzionamento più frequente. 

Un passo avanti con il monitoraggio remoto

Lo stesso tipo di approccio si può avere con i sistemi di raffreddamento di precisione, che creano le condizioni ambientali ottimali regolando temperatura e umidità. Non va poi trascurato il fatto che modernizzando il data center si possono introdurre nuovi sistemi e soluzioni di monitoraggio remoto che possono aiutare a migliorare l’efficienza complessiva e a ridurre i costi. In tutti i casi, la modernizzazione di questo tipo di apparecchiature porta, oltre a un ovvio miglioramento dell’affidabilità, anche a un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale, agendo sui consumi e sulle emissioni di gas. 

La sostenibilità del data center

La modernizzazione della struttura può anche essere l’occasione per definire nuove metriche di sostenibilità. L’Energy Management Research Center di Schneider Electric ha sviluppato un framework unico nel suo genere sfruttando le competenze di esperti ESG (Environment, Social, Governance), consulenti di sostenibilità e architetti di soluzioni per data center. Questo quadro di riferimento è composto da 23 metriche specifiche, ed è descritto nel white paper “Guida alle metriche di sostenibilità ambientale per i Data Center” per aiutare le aziende a concentrarsi sugli impatti ambientali che contano, valutare le proprie prestazioni rispetto ad altre e fare piani di miglioramento. 

La guida aiuta gli operatori dei data center a capire come si posizionano nel loro percorso di sostenibilità in base alle metriche che stanno già monitorando. Una volta che un’organizzazione ha determinato se si trova nel gruppo dei principianti, in quello avanzato o tra i leader negli sforzi di sostenibilità, può scegliere metriche aggiuntive da monitorare. 

L’indispensabile affiancamento

Quando si decide di modernizzare il data center e i suoi apparati è sempre bene farsi assistere da professionisti specializzati: il personale interno può non essere abbastanza esperto o, più spesso, occupato con la gestione IT quotidiana per poter dedicare sufficiente tempo a questo tema. Il partner scelto dovrebbe anche valutare interruttori e cablaggi esistenti per garantire che soddisfino sia i requisiti dell’UPS che i codici NEC pertinenti. 

Schneider Electric è in grado di supportare le aziende attraverso team di professionisti specializzati, che si occupano di ogni aspetto del progetto. Il servizio Refresh UPS, per esempio, comprende l’audit in sito, con report e suggerimenti personalizzati; una soluzione sostitutiva globale per aggiornamento di apparecchiature, architettura, software e assistenza; la messa in servizio, eseguita da personale Service certificato Schneider Electric; un servizio di monitoraggio remoto 7/24, abbinato ad un contratto di manutenzione, comprensivo di componenti, manodopera, ore viaggio e tempo di risposta entro il giorno lavorativo successivo.   

I Servizi di modernizzazione per unità Cooling includono un assessment in sito per verificare lo stato dell’impianto esistente con consigli di ottimizzazione e modernizzazione, una nuova soluzione di raffreddamento, selezionata in base alle specifiche esigenze del cliente, l’avviamento dell’unità; un contratto di manutenzione con visite periodiche; il servizio di monitoraggio remoto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tramite EcoStruxure Asset Advisor; la rimozione e lo smaltimento dell’apparecchiatura obsoleta in conformità alle normative ambientali vigenti. 

Affidarsi a esperti specifici è la strada più efficace per portare a termine una modernizzazione del data center al passo con i tempi e senza rischiare di commettere passi falsi. Che si tratti di infrastruttura elettrica, di UPS, di sistemi di raffreddamento o di sostenibilità, Schneider Electric è sempre al fianco delle aziende.  

L’autrice del post: Alessia Varalda

Alessia Varalda è ingegnere elettrotecnico, writing and editor consulting, fotografa e blogger.

Appena laureata si è dedicata alla realizzazione di impianti elettrici per poi spostarsi nel mondo delle energie rinnovabili che ama tantissimo. Ha avuto la possibilità di scrivere e seguire il mondo dell’energia tradizionale e rinnovabile grazie ad una casa editrice tecnica. Ha quindi deciso di seguire “l’elettricità” sotto punti di vista diversi. Per circa 13 anni si è occupata de “Il Giornale dell’Installatore Elettrico”, prima come redattore, poi come responsabile della rivista.

Ha seguito, coordinato e realizzato contenuti per altre riviste: Impianti + Rinnovabili, Tecnologie Elettriche, Percorsi Illuminazione e Tis (Il Corriere IdroTermoSanitario). Inoltre ha realizzato due monografie sulle rinnovabili dal titolo Sole Acqua Aria e Acqua. Si è occupata di energia, di illuminazione, di climatizzazione e di rinnovabili. Ha organizzato corsi di formazione, convegni ed eventi legati all’energia e all’integrazione.


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