PNRR e l’ospedale del futuro

Sostenibilità, resilienza, iper-efficienza, sicurezza e centralità delle persone sono solo alcuni dei pilastri per realizzare l’ospedale del futuro. Il PNRR mette sul tavolo una quantità di risorse mai viste prima, almeno tutte insieme: scopriamo l’impatto sulle strutture sanitarie

Contesto

La pandemia ha avuto un impatto devastante in tutto il mondo, ma anche da un’emergenza sanitaria di questo genere abbiamo saputo trarre importanti lezioni. A parte la gestione, più o meno abile, della fase acuta, l’Europa ha saputo mettere a fuoco i problemi economici e strutturali generati dalla crisi e ha offerto ai governi uno strumento per mettere a loro disposizione dei fondi straordinari. È nato così il Next Generation EU (NGEU), un ricco piano economico che ogni Paese ha dovuto trasformare in azioni specifiche e ottenere l’approvazione europea.

L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU),si legge sui documenti ufficiali. “Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi”.

In Italia è quindi nato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui tanto si parla, complesso e articolato in sei “missioni”:

  1. digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  2. rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. istruzione e ricerca;
  5. inclusione e coesione;
  6. salute.

Come si vede da questo elenco, molti di questi temi si incrociano con il mondo della sanità, non solo quello specificamente legato alla salute. La necessità di modernizzare, sviluppare e rendere più efficienti le strutture italiane passa infatti anche da digitalizzazione, transizione ecologica e in parte dalla mobilità sostenibile. Ma come concretizzare queste esigenze e porre le basi per l’ospedale del futuro?

Come nasce l’ospedale del futuro

In una tavola rotonda del Forum Salute di Firenze 2021 intitolata “Il PNRR e la salute: riqualificare la medicina del territorio – Rendere gli ospedali sostenibili e sicuri” è emerso chiaramente come migliorare l’efficienza energetica e operativa permetta di liberare risorse da dedicare alla cura dei pazienti, mentre un percorso che preveda sostenibilità e resilienza porti a benefici indiretti, ma importanti, nel primo caso e sostanziali e immediatamente misurabili nel secondo.

In tutto il mondo oggi si sta andando nella direzione dell’approccio “one health”, in cui ambiente, salute umana e salute animale vengono considerati insieme perché legati in modo indissolubile. In questo contesto, gli effetti della pandemia sono stati uno stress test, in cui il nostro sistema nazionale e regionale ha evidenziato numerose criticità, dal difficile rapporto tra ospedale e medicina del territorio alle scarse dotazioni di aree ospedaliere ad alta intensità di cura, da carenze tecnologiche alla mancanza di ridondanza degli impianti all’interno degli ospedali, che garantirebbero resilienza, fino alla limitata attenzione all’impronta ecologica.

Missione Salute del PNRR: per l’ospedale e per il territorio

La Missione 6 del PNRR si muove proprio su queste criticità, destinando sette miliardi di euro per una maggiore attenzione al territorio e 8,63 miliardi per migliorare la specializzazione degli ospedali per i pazienti acuti, attraverso l’acquisizione di nuove apparecchiature e tecnologie, nonché lo sviluppo dei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) e delle dotazioni esistenti.

“Dal PNRR emerge una nuova visione strategica, non più ospedalocentrica, in cui il concetto fondamentale è quello di ‘prendersi cura’ del cittadino in tutto il suo percorso sanitario – come sottolineato da Stefano Maestrelli, Ingegnere Energy Manager al Forum Salute 2021.

Questa è una trasformazione di Visone Strategica innovativa, che sottende a una profonda trasformazione del modello di assistenza ai cittadini”.

Quanto vissuto in questi due anni, ha evidenziato l’importanza delle tecnologie, delle competenze digitali, professionali e manageriali, di nuovi processi per l’erogazione di prestazioni e cure, oltre un più efficace collegamento fra la ricerca, l’analisi dei dati, le cure e la loro programmazione a livello di sistema.

Il PNRR prova quindi ad affrontare in maniera sinergica tutti questi aspetti critici. Uno degli obiettivi è quello allineare i servizi ai bisogni di cura dei pazienti in ogni area del Paese. Per questo, una parte consistente delle risorse è destinata a migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche, a promuovere la ricerca e l’innovazione, senza dimenticare la necessità di  sviluppare competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale.

Dal territorio alla tecnologia

La Missione 6 si articola in due componenti. La prima è incentrata su reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. L’obiettivo è quello di rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie alla creazione di strutture e presidi locali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.

La seconda componente parla invece di innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale: le misure previste dovrebbero consentire il rinnovamento e l’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), nonché una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso più efficaci sistemi informativi. Sono previste, inoltre, risorse per la ricerca scientifica e per favorire il trasferimento tecnologico.

Le tecnologie IT, dalle apparecchiature di imaging ai dispositivi di automazione della farmacia interna, fino a quelli di tracciatura dei pazienti per motivi di sicurezza, contribuiscono a ridurre gli errori e a migliorare il livello di assistenza: ma per sfruttarle appieno, le strutture sanitarie hanno bisogno di un’infrastruttura fisica sia informatica che elettrica affidabile e resiliente, in grado di erogare in continuità e sicurezza i servizi.

PNRR: impronta ecologica in secondo piano?

Il punto del PNRR che forse avrebbe meritato una maggiore attenzione è quello relativo alla riduzione dell’impronta ecologica nelle strutture sanitarie e negli ospedali. Quando si parla di sicurezza e sostenibilità si fa riferimento più alla resistenza a eventi catastrofici naturali, come i terremoti, invece che alla sostenibilità ambientale. Ma a livello italiano l’impronta ecologica degli ospedali è pari al 3,5% di tutta la CO2 emessa in Italia: una quota non irrilevante.

Il PNRR richiede, come abbiamo visto, un’implementazione rapida, e per fortuna il Governo ha già pubblicato, il 24 settembre 2021, il decreto per l’assegnazione delle risorse finanziarie. Dei 15,63 miliardi di euro dedicati alla Missione 6, per ben 11,05 (destinati a case della comunità, casa privata come luogo di cura e telemedicina, sviluppo delle cure intermedie e ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero) bisognerà ricorrere allo strumento della programmazione negoziata, che passa dal Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS). L’agenzia che si pone tra Regioni e Governo è in questo caso l’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), il cui ruolo rispetto all’attuazione degli obiettivi deve però essere ancora definito.

Attuazione del PNRR: le perplessità e le tempistiche

Qui i dubbi sono ancora molti, e si intrecciano con le date previste per l’attuazione del PNRR, che al momento vedono il 30 giugno 2022 come data entro cui definire i CIS e il 30 giugno 2026 come limite per l’implementazione di quanto previsto. A oggi non ci sono per esempio ancora indicazioni sul ruolo che l’AGENAS potrebbe avere nel Documento di Indirizzo della Progettazione (DIP), per il quale sarebbe opportuno avere indicazioni tecniche e funzionali.

Un altro elemento che potrebbe essere utile sono gli Energy Performance Contract (Contratti di Rendimento Energetico), che rappresentano una soluzione per il raggiungimento dell’efficienza energetica, ma che al momento non sono esplicitamente menzionati. Il loro utilizzo genererebbe un effetto moltiplicatore grazie all’apporto di imprese private, raddoppiando sostanzialmente gli investimenti effettivi, oltre ad abbreviare i tempi di realizzazione.

Un caso virtuoso è l’Ospedale della Versilia, che ha utilizzato dei contratti a rendimento energetico per intervenire sul risparmio energetico delle strutture attraverso un progetto di riqualificazione a bassa intensità di capitale investito.

Già partiti, nonostante tutto

Una preoccupazione delle strutture ospedaliere è proprio quella della tempistica. Nonostante la mancanza di chiarezza è stato necessario dare il via ai nuovi progetti, magari rimanendo ancorati a vecchie procedure. Le regole di semplificazione da tempo promesse non si sono ancora concretizzate: servirebbe un rapido intervento legislativo, perché lavorare in condizioni di urgenza ed emergenza aumenta il rischio di non riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati. Queste procedure di lungo respiro, una volta avviate, non si possono cambiare in corso d’opera.

Una delle difficoltà più rilevanti a cui si deve far fronte deriva in parte dalla regionalizzazione del sistema sanitario, che ha portato a una diversificazione rilevante, e in parte dal riutilizzo indiscriminato di siti ex ospedalieri più volte rifunzionalizzati, spesso mal tenuti e scarsamente tecnologizzati. I fondi del PNRR finiranno quindi per essere spesso utilizzati in questo tipo di strutture, magari posizionate nei centri storici e gravate da vincoli di conservazione architettonica. Infine, la scarsità di spazi costringerà a effettuare interventi di rinnovamento e innovazione in luoghi dove contemporaneamente sarà necessario continuare a erogare servizi ai pazienti, con le conseguenti difficoltà organizzative.

Ospedale del futuro: il nodo del personale qualificato

Quello sanitario è un ecosistema complesso, che comprende anche attori privati. Oltre al codice degli appalti, sul quale è assolutamente necessario intervenire con l’obiettivo della semplificazione, un altro elemento critico è costituito dalle carenze degli apparati tecnico-amministrativi delle strutture sanitarie nel supporto alle nuove realizzazioni, soprattutto quando si parla di ospedali del futuro che richiedono digitalizzazione, efficienza operativa e energetica, continuità di servizio. I dipartimenti tecnici delle aziende non sono abituati a gestire risorse europee e avrebbero quindi bisogno di dotarsi di competenze adeguate.

Mai come quest’anno ci sono a disposizione risorse economiche, ma ciascun finanziamento – derivante da PNRR, fondi regionali e Articolo 20 della legge finanziaria 1988 – ha regole differenti, anche perché viene applicato a settori diversi, ognuno con percorsi e commissioni dedicate.

I fondi del PNRR non sono però utilizzabili per le assunzioni e il personale qualificato scarseggia, e di questo bisogna tenere conto. Un supporto potrebbe venire dal settore privato, aiutando l’ente che internamente non è sufficientemente strutturato a costruire proposte finalizzate a richiedere e sfruttare i finanziamenti del PNRR. Più in generale, la necessità di essere rapidi e flessibili nella finalizzazione dei nuovi progetti spinge verso una maggiore collaborazione, non solo all’interno della stessa azienda, ma anche tra organizzazioni diverse e professionisti.

Diffondere la cultura della sostenibilità

La sostenibilità ambientale nella gestione delle strutture ospedaliere e sanitarie è uno dei temi centrali e il PNRR è un’occasione imperdibile. Uno degli obiettivi per le nuove strutture è quello di raggiungere, entro il 2030, emissioni complessive aggregate inferiori del 50 per cento rispetto al 2010 e arrivare a emissioni zero entro il 2050. Per riuscirci è necessario diffondere la cultura delle sostenibilità a tutti i livelli e pensare ad azioni a livello gestionale e organizzativo che includano anche i trasporti delle merci e dei pazienti. Gli investimenti non devono infatti essere fini a sé stessi, ma serve un progetto con una visione d’insieme.

Un tema fondamentale è quello della resilienza del sistema energia, dalla produzione alla trasformazione, fino alla distribuzione. La complessità delle normative ne rende talmente problematica la gestione che quando si parla di nuove realizzazioni vale la pena considerare il coinvolgimento di altri attori. Parlando di efficienza energetica, appaltando i lavori di realizzazione si può pensare di affidare esternamente la gestione della struttura. In sostanza, chi realizza l’ospedale non può permettersi di fare errori nella sua progettazione o costruzione, perché questi gli si ritorcerebbero contro.

Alla ricerca della flessibilità

Sugli edifici di nuova costruzione è più facile intervenire, ma interagire su quelli che continuano a a essere operativi è sicuramente più complicato. In generale l’approccio da adottare è quello unitario, tipico del concetto “one health”, perché tutto è interconnesso anche a livello tecnico ed è quindi indispensabile la collaborazione tra i vari reparti. Oltre tutto, i fondi che arriveranno sono fondi “puntuali”, specificamente pensati per una precisa tipologia di intervento. Quando però si va a operare su edifici esistenti spesso ci si trova di fronte anche a infrastrutture non contemplate in questi finanziamenti, che però devono necessariamente essere adeguate. È fondamentale, quindi, che le istituzioni riescano a garantire una maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi.

Il tema alla base riguarda spesso come l’efficienza energetica, anche attraverso nuovi sistemi di regolazione informatizzata, e la riduzione del “footprint” ecologico degli ospedali possano portare concretamente a un miglioramento climatico e ambientale a favore della salute collettiva e contemporaneamente consentire, attraverso il partenariato pubblico-privato tramite gli EPC, l’attuazione nei tempi previsti degli interventi del PNRR. Quest’ultimo aspetto va quindi chiarito in breve tempo.

Dal punto di vista energetico, migliorare l’efficienza è imperativo. Ogni anno nelle strutture sanitarie vengono aggiunte apparecchiature, senza mai ottimizzare, e quindi i consumi aumentano continuamente. Anche da questa trappola si può uscire spingendo sulle partnership, non solo tra pubblico e privato, ma anche tra pubblico e pubblico. In questo modo si possono sfruttare non solo i fondi del PNRR, ma anche di altri bandi nazionali e regionali.

Da Schneider Electric i pilastri di un unico ecosistema

Alla fine, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo visto, il PNRR rappresenta davvero una grande opportunità. Gli ospedali devono essere sostenibili e sicuri, attenti alla cura del paziente. E quando si parla di efficienza energetica e innovazione digitale non sono temi scollegati: sono pilastri di un unico ecosistema. Oggi è necessario un parco tecnologico all’avanguardia, capace di garantire la continuità dei servizi in ogni situazione, visto che si parla di strutture critiche. Allo stesso tempo, i servizi devono essere flessibili, l’alimentazione ridondata, la rete informatica sicura ed efficace, e i dati devono permettere il monitoraggio della situazione sia in ottica di comfort sia di sicurezza.

Il digitale rappresenta un elemento straordinario, ma bisogna capire esattamente che cosa si vuole ottenere. Un’occasione offerta dal PNRR è per esempio quella della telemedicina: il consulto a distanza consente infatti di costruire nuovi percorsi fra il territorio e gli ospedali. Questo deve essere sostenuto da un’infrastruttura IT adeguata, in modo da avere i dati sempre a disposizione.

Ovviamente l’attenzione alle emissioni di CO2 e ai consumi energetici è una priorità dalla quale non si può prescindere. Per attuare tutto questo bisogna essere capaci di integrare tecnologie diverse, che passano per lo più dalla digitalizzazione e dall’interconnessione dei sistemi: un approccio che in Schneider Electric è di casa. Una soluzione digitale completa come EcoStruxure di Schneider Electric offre la possibilità di comprendere il funzionamento dell’intero ospedale in maniera sintetica e intuitiva, migliorando i processi decisionali in ottica di ottimizzazione e performance. EcoStruxure è la piattaforma pronta per l’ospedale del futuro concepita per fornire sostenibilità, resilienza, iper-efficienza e centralità delle persone.

Solo così si potranno raggiungere i nuovi obiettivi richiesti dal PNRR.


Nessuna Risposta

Rispondi

  • (will not be published)