L’importanza dell’IoT e dell’edge computing nel settore sanitario

Gli ambienti distribuiti consentono di accedere alle informazioni in modo più efficace ed economico, di prendere decisioni in tempi più rapidi e di prevenire meglio i periodi di inattività.

Quando si pensa al cosiddetto Internet delle Cose (in inglese IoT: Internet of Things) o all’edge computing si tende a focalizzare l’attenzione sull’aspetto tecnologico di queste due definizioni. Essendo concetti relativamente nuovi, infatti, si fa fatica a inserirli nel contesto quotidiano che ci circonda. In ambito sanitario, però, questi due fenomeni si stanno consolidando, e la loro importanza nella gestione delle strutture e soprattutto nel benessere del paziente è sempre più elevata.

Ma cosa si nasconde dietro questi termini? L’IoT è un concetto generico che si applica a qualsiasi dispositivo che abbia come caratteristica quella di disporre di un indirizzo univoco (IP) potendosi quindi collegare alla Rete. L’edge computing fa invece riferimento a tutti quei device considerati “periferici” rispetto ai sistemi centrali. Il cuore di una rete aziendale è rappresentato dal data center, poi ci sono i vari terminali distribuiti negli edifici e i computer personali e poi tutti quegli elementi che vanno da piccole installazioni locali e remote fino ai singoli sensori che si trovano sul limite esterno del perimetro di rete. Da qui provengono però dati fondamentali.

IoT ed edge computing: mercati in grande crescita

Secondo una ricerca realizzata a ottobre 2021 da MarketsAndMarkets, il mercato globale delle soluzioni e dei servizi IoT dovrebbe far registrare un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 14,9% nel periodo dal 2020 al 2025, con un numero di dispositivi attivi che arriverà a circa 31 miliardi entro quell’anno. Accenture prevede inoltre che l’IoT potrebbe aggiungere 14,2 trilioni di dollari all’economia globale entro il 2030. Nel settore sanitario, il valore di questo mercato dovrebbe raggiungere nel 2022 i 500 miliardi di dollari (fonte: Lightedge).

La dimensione del mercato dell’edge computing, seppure più contenuta, dovrebbe crescere dai 36,5 miliardi di dollari del 2021 a 87,3 miliardi di dollari entro il 2026, con CAGR del 19% (fonte: MarketsAndMarkets).

Per comprendere il potenziale dell’edge computing è necessaria una corretta integrazione di applicazioni e piattaforme con l’architettura cloud esistente: le limitate capacità di archiviazione e calcolo dei nodi posizionati in periferia richiedono un sistema ben orchestrato tra edge e cloud. Con la crescente adozione di infrastrutture multi-cloud all’interno dell’organizzazione, creare una rete edge affidabile per gestire il traffico di rete da più nodi rappresenta una vera e propria sfida.

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Mission-critical per natura

In ambito sanitario questa sfida è ancora più impegnativa, coinvolgendo non solo l’efficienza aziendale, ma anche il benessere delle persone, spesso legato a interventi che devono essere immediati ed efficaci. Si tratta di una natura “mission-critical” in cui vanno garantiti sicurezza e comfort ai pazienti, facilità di accesso ai dati in tempo reale ed elevata disponibilità dei servizi. La crescita delle strutture ambulatoriali decentrate, il successo della telemedicina e la diffusione dei sistemi digitali di controllo degli accessi ha ulteriormente consolidato la domanda di sistemi IT sempre più potenti e connessi, di dimensioni compatte e capaci di offrire grande flessibilità in fase di configurazione.

Questi sistemi locali di edge computing memorizzano e gestiscono informazioni generate da una numerosa serie di dispositivi connessi, tra cuoi sensori, telecamere di sicurezza, apparecchiature medicali e controller ambientali intelligenti.

Le soluzioni di edge computing offrono alle organizzazioni sanitarie alcuni importanti vantaggi. Il primo, per effetto dell’avvicinamento della potenza di calcolo e delle funzioni di analisi al punto in cui i dati vengono generati, è quello di un accesso alle informazioni più affidabile e meno costoso. A questo si aggiunge la possibilità di assumere decisioni in tempo reale grazie all’eliminazione dei problemi di latenza dei dati. In più, è possibile prevenire con maggiore precisione i tempi di inattività nelle aree con connessioni di rete instabili.

Gli assi nella manica: reattività, affidabilità e resilienza

Le soluzioni di edge computing aiutano quindi gli operatori del settore sanitario a rispondere alle nuove e sempre più numerose sfide del mercato incrementando l’affidabilità dei sistemi e lavorando con flessibilità in un ambiente ibrido, sia cloud che edge. Per servizi sanitari che siano realmente incentrati sulle esigenze dei pazienti, IoT ed edge computing sono quindi fondamentali, perché garantiscono reattività, affidabilità e resilienza.

Per ottenere questo risultato si ricorre alla standardizzazione e alla ridondanza dell’implementazione sin dalla fase di progettazione dell’infrastruttura IT distribuita. La semplificazione delle operazioni di monitoraggio e manutenzione dell’infrastruttura fisica, dagli ambienti edge alla sede centrale, passa dall’ottimizzazione delle postazioni di edge computing e consente di prevenire le cause più comuni delle interruzioni nell’erogazione dei servizi. La sicurezza informatica, infine, comincia con quella fisica. Le implementazioni critiche di edge computing vanno quindi protette tramite specifici sistemi di monitoraggio, controllo e supervisione.

Da Schneider Electric una risposta concreta all’edge computing

Compresa l’importanza dei sistemi di edge computing, la sfida per il settore sanitario è quella di riuscire a identificare una soluzione scalabile e modulare, in grado di gestire una quantità di dati in continua crescita.

A sostegno della resilienza e della continuità dei servizi è necessario adottare soluzioni digitali tecnologiche come i Micro Data Center. La risposta di Schneider Electric a questi requisiti sono i Micro Data Center EcoStruxure, sistemi costituiti da rack preassemblati, pretestati e chiusi che permettono di implementare e gestire un’infrastruttura di edge computing.

Modulari e scalabili, i Micro Data Center EcoStruxure aiutano il servizio sanitario nel rispondere alle crescenti esigenze di elaborazione dei dati. Ma i vantaggi non finiscono qui, infatti,

  • ottimizzano l’efficienza energetica,
  • migliorano l’affidabilità dei sistemi,
  • semplificano la convergenza IT e OT,
  • abilitano le applicazioni IIoT,
  • garantiscono i requisiti di sicurezza.

Per conoscere meglio l’offerta e le soluzioni di Schneider Electric per l’edge computing nel settore sanitario ti invitiamo a scaricare la nostra guida in formato PDF intitolata “Semplificazione delle implementazioni IT negli ambienti edge per il settore sanitario”. Troverai tutte le informazioni utili per scegliere l’ambiente più adatto alle tue esigenze.

L’autrice del blog: Alessia Varalda

Alessia Varalda è ingegnere elettrotecnico, writing and editor consulting, fotografa e blogger.

Appena laureata si è dedicata alla realizzazione di impianti elettrici per poi spostarsi nel mondo delle energie rinnovabili che ama tantissimo. Ha avuto la possibilità di scrivere e seguire il mondo dell’energia tradizionale e rinnovabile grazie ad una casa editrice tecnica. Ha quindi deciso di seguire “l’elettricità” sotto punti di vista diversi. Per circa 13 anni si è occupata de “Il Giornale dell’Installatore Elettrico”, prima come redattore, poi come responsabile della rivista.

Ha seguito, coordinato e realizzato contenuti per altre riviste: Impianti + Rinnovabili, Tecnologie Elettriche, Percorsi Illuminazione e Tis (Il Corriere IdroTermoSanitario). Inoltre ha realizzato due monografie sulle rinnovabili dal titolo Sole Acqua Aria e Acqua. Si è occupata di energia, di illuminazione, di climatizzazione e di rinnovabili. Ha organizzato corsi di formazione, convegni ed eventi legati all’energia e all’integrazione.


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