Dal gas SF6 all’aria: nei quadri di media tensione la sfida della sostenibilità è vinta

La ricerca di Schneider Electric ha portato a una vera e propria rivoluzione: un quadro elettrico che abbandona il gas SF6 in favore di una soluzione indubbiamente più eco-sostenibile.

Oggi la sostenibilità non è più un “optional”, ma un imperativo. Soddisfare i requisiti normativi, rispondere all’appello di consumatori e partner commerciali che chiedono di passare all’azione per il clima, far emergere la chiara connessione tra sostenibilità e profitti sani, sono tutti fattori che spingono verso l’adozione di attività dedicate.

Questo non significa che il percorso verso un programma di sostenibilità di successo sia semplice. Le aziende sono chiamate a definire chiaramente i loro obiettivi, sviluppare una strategia su misura, identificare e raccogliere dati rilevanti e comunicare con le parti interessate interne ed esterne. È un processo che richiede tempo, risorse e un continuo perfezionamento, ma che può dare frutti significativi.

In Schneider Electric, siamo ben consci dell’importanza di questo tema e ci impegniamo ogni giorno per trovare soluzioni che portino la sostenibilità a un livello superiore. Questo è il nostro obiettivo. Non solo affrontiamo questo tema, ma facciamo anche parte della soluzione per i nostri clienti. Da un lato abbiamo quindi sviluppato un programma di impatto sulla sostenibilità 2021-2025, dall’altro lavoriamo ogni giorno su soluzioni e prodotti per fare in modo che la loro adozione si traduca in un impatto positivo sull’ambiente.

Alla ricerca della decarbonizzazione

Sostenibilità ambientale e decarbonizzazione sono due argomenti strettamente correlati. Non a caso, il Green Deal lanciato lo scorso anno dalla Commissione Europea mette al primo posto la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’ambito del più vasto obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Un piano certamente ambizioso, che si sta scontrando con difficoltà maggiori del previsto, visto che per il nostro Paese l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha rilasciato stime preliminari secondo cui nel 2021 l’Italia farà registrare un incremento dei gas serra, con un aumento delle emissioni dello 0,3%.

La decarbonizzazione, tuttavia, non implica soltanto la riduzione delle emissioni a livello di rete e generazione di energia, ma è strettamente correlata all’efficienza delle attività di fornitura e utilizzo dell’elettricità. I grandi utenti delle reti di distribuzione, dall’industria metallurgica fino ai data center, devono quindi migliorare l’efficienza delle loro installazioni per ridurre l’impronta di carbonio. Una delle strade è quella di diminuire la dipendenza dai gas a effetto serra (F-Gas) come l’esafluoruro di zolfo (SF6), generalmente utilizzato nelle apparecchiature elettriche.

SF6, un gas dalle molte doti

Questo gas fluorurato sintetico si trova da decenni sia nelle apparecchiature di manovra in alta tensione (AT) che in quelle in media tensione (MT). Trasparente, privo di odore, non-tossico e non-infiammabile (almeno in condizioni standard) il gas SF6 è particolarmente adatto all’isolamento e all’interruzione delle correnti elettriche. Per questo viene ampiamente utilizzato, e lo sarà ancora per un po’ di tempo.

Per dare un’idea della sua diffusione, basti pensare che nell’Unione Europea comprendente 28 Paesi (quindi includendo ancora anche la Gran Bretagna), ci sono circa 15 milioni di quadri di manovra in media tensione attualmente operativi, 10 milioni dei quali utilizzano il gas SF6. Insieme, sono direttamente responsabili dell’affidabilità nell’erogazione della nostra elettricità.

Nonostante il suo successo, legato anche alla convenienza, non si può non tenere conto degli aspetti negativi, che riguardano il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP): nel gas SF6, infatti, esso equivale a 23.500 volte quello della CO2, il che ne fa il gas serra più potente in assoluto. Si stima che rilasciato nell’atmosfera possa rimanerci per 3.200 anni.

Per questo Schneider Electric ha avviato da tempo un programma di ricerca finalizzato a valutare una transizione verso l’utilizzo di soluzioni più sostenibili. Del resto, la Cina ha già dato il via a un percorso di riduzione dell’uso dei gas fluorurati, la Commissione Europea sta valutando di metterli al bando gradualmente a partire dal 2025 e la California ha fissato al 31 dicembre 2024 l’obiettivo di eliminare gli F-Gas da tutte le apparecchiature elettriche.

Un quadro elettrico rivoluzionario

Il risultato degli sforzi di Schneider Electric su questo fronte è un rivoluzionario quadro elettrico di media tensione che abbandona il gas SF6 in favore di una soluzione indubbiamente più sostenibile: l’aria pura. Il modello SM AirSeT è l’erede del quadro SM6, che vanta oltre un milione e mezzo di installazioni, e utilizza quindi una tecnologia collaudata e affidabile, mantenendo tutte le già note funzionalità digitali e la connettività per un approccio senza compromessi.

L’SM AirSeT è disponibile in un’intera gamma eco-sostenibile, per edifici commerciali e industriali e per il settore dei servizi. Le aziende attente all’impatto ambientale possono così contribuire alla riduzione delle emissioni indirette associate alle loro attività, scegliendo una soluzione eco-sostenibile in grado di azzerare le emissioni di gas climalteranti (GWP=0). L’aria si configura infatti come il miglior gas in termini di impatto ambientale, permettendo di eliminare i costi di riciclo e smantellamento a fine vita del quadro legati all’utilizzo di gas alternativi prodotti industrialmente.

L’autrice del blog: Alessia Varalda

Alessia Varalda è ingegnere elettrotecnico, writing and editor consulting, fotografa e blogger.

Appena laureata si è dedicata alla realizzazione di impianti elettrici per poi spostarsi nel mondo delle energie rinnovabili che ama tantissimo. Ha avuto la possibilità di scrivere e seguire il mondo dell’energia tradizionale e rinnovabile grazie ad una casa editrice tecnica. Ha quindi deciso di seguire “l’elettricità” sotto punti di vista diversi. Per circa 13 anni si è occupata de “Il Giornale dell’Installatore Elettrico”, prima come redattore, poi come responsabile della rivista.

Ha seguito, coordinato e realizzato contenuti per altre riviste: Impianti + Rinnovabili, Tecnologie Elettriche, Percorsi Illuminazione e Tis (Il Corriere IdroTermoSanitario). Inoltre ha realizzato due monografie sulle rinnovabili dal titolo Sole Acqua Aria e Acqua. Si è occupata di energia, di illuminazione, di climatizzazione e di rinnovabili. Ha organizzato corsi di formazione, convegni ed eventi legati all’energia e all’integrazione.


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