Superbonus 110%: come funziona e come usufruirne

Il superbonus 110% rappresenta un volano per la riqualificazione edilizia, per incrementare il comfort, la sicurezza e le performance dell’edificio.

Superbonus 100: i consigli di Schneider Electric su come funziona e come usufruirne

Il mercato dell’installazione sta vivendo un profondo cambiamento, grazie a un consumatore più consapevole e a una forte spinta verso l’efficientamento energetico degli edifici. Il Decreto Rilancio 2020 (Decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020) ha introdotto una nuova agevolazione fiscale, il Superbonus 110%. Si tratta di un’agevolazione per incentivare la riqualificazione edilizia, la riduzione dei consumi energetici e la ripresa economica. Vale per le spese sostenute per:

  1. Interventi di isolamento termico sugli involucri;
  2. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (per parti comuni, edifici unifamiliari o unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti);
  3. Interventi antisismici.

Durata, agevolazioni e applicazioni

Durata: c’è tempo fino a fine 2022

La durata, inizialmente prevista per gli interventi effettuati tra il dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, è stata posticipata a fine 2022. Lo slittamento della data va a beneficio di coloro che al 30 giugno 2022 avranno effettuato almeno il 60% dei lavori di ristrutturazione. Il Superbonus 110% si affianca alle altre agevolazioni per la casa: Ecobonus 65% e 50%, Bonus ristrutturazione 50%, Bonus Facciate, Bonus mobili.

Applicazioni: non solo condomini, prime e seconde case

Si applica a condomìni, prime e seconde case. E come specificato dall’Agenzia delle Entrate, anche alle unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti, con uno o più accessi autonomi dall’esterno, come nel caso delle villette a schiera.

Agevolazioni: anche per impianti fotovoltaici

La realizzazione di almeno uno degli interventi trainanti – isolamento termico dell’edificio, sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente – permette di beneficiare di una detrazione del 110% per gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo e le stazioni di ricarica per auto elettriche. Se realizzati congiuntamente (in abbinamento). Ma la detrazione è valida anche per gli interventi già previsti con incentivi al 65% e 50% come la domotica e sistemi di Home & Building Automation, la riqualificazione di impianti tradizionali, l’installazione si serramenti e schermature solari, le soluzioni per incrementare le performance dell’edificio ecc…

Fondamentale l’Attestato di Prestazione Energetica

Per ottenere il Superbonus 110% è necessario che l’intervento serva a migliorare di due classi energetiche le prestazioni dell’edificio. Dove questo non fosse possibile, è richiesto almeno di conseguire la classe energetica più alta (A). Di conseguenza, dimostrare il raggiungimento di questi risultati diventa fondamentale per rispettare i requisiti minimi.

A tale scopo, il decreto esprime chiaramente la necessità di redigere l’Attestato di Prestazione Energetica dell’edificio. L’APE, sia precedente all’intervento che successivo, deve essere presentato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. L’APE sostituisce la vecchia certificazione energetica. Ha lo scopo di comunicare in modo chiaro i consumi energetici dell’edificio per il funzionamento degli impianti, per la climatizzazione estiva e invernale, ma anche per la produzione di acqua calda e la ventilazione meccanica.

Come già faceva la certificazione energetica, l’APE favorisce la diffusione della cultura del risparmio energetico. Quando si migliora la classe energetica e lo si certifica, aumenta anche il valore dell’immobile. Con il Superbonus 110%, quindi, non si fa altro che dare maggior rilievo all’APE, ancora oggi disponibile solo per una ridotta quantità di edifici esistenti.

Le modalità di accesso al Superbonus 110%

È possibile richiedere la detrazione fiscale al 110% delle spese documentate per interventi effettuati tra il 1° luglio 2020 e 31 dicembre 2022:

  1. Pagando gli interventi e beneficiando del credito di imposta in 5 quote annuali di pari importo;
  2. Utilizzando il meccanismo della cessione del credito;
  3. Usando lo sconto in fattura.

Per quanto riguarda la cessione del credito, è possibile disporla in favore di fornitori di beni o servizi, alle banche o agli intermediari finanziari e ad altri soggetti, come privati, società o enti. Lo sconto in fattura, invece, permette di poter godere di uno sconto sulle fatture dei fornitori dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dei lavori.

Cessione del credito, sconto in fattura o detrazione?

Scegliere tra sconto in fattura, cessione del credito o detrazione in 5 anni è soggettivo. I vantaggi delle detrazioni riguardano la somma totale che si riesce a recuperare, pari appunto al 110% del valore dei lavori.

Con la cessione del credito o lo sconto fattura, invece, la somma raggiunge al massimo il 100% del valore dei lavori effettuati. In questo caso il credito d’imposta viene trasferito ad altri ma è possibile eseguire gli interventi senza sostenerne i costi.

Lo sconto in fattura è conveniente nel caso in cui il contribuente che ne ha diritto non sia soggetto a pagamento Irpef e quindi non abbia la possibilità di detrarre le spese sostenute.

Sopralluoghi, ispezioni, perizie, studi di fattibilità e analisi costi/benefici, effettuate da professionisti per assicurarsi che l’intervento sull’edificio possa essere effettuato o che garantisca i requisiti, sono fondamentali. Possono essere scaricate? Non c’è una risposta univoca. Infatti il costo è detraibile al 110% solo se l’intervento cui si riferiscono verrà effettivamente realizzato. Stessa condizione per le spese per le prestazioni professionali per il rilascio del visto di conformità, di attestazioni e asseverazioni.

Le soluzioni Schneider Electric che usufruiscono del Superbonus

Nell’ampio portafoglio di prodotti di Schneider Electric sono presenti sistemi e soluzioni che rientrano a pieno titolo nel Superbonus 110%, tra le quali ricordiamo:

  1. Efficienza energetica – Soluzioni che hanno l’obiettivo di incrementare il comfort, la sicurezza e le performance dell’edificio come le soluzioni di Home & Building Automation basate su protocollo standard KNX;
  2. Fotovoltaico – Tutto quello che è necessario a complemento di una installazione fotovoltaica. Ad esempio, centralini Kaedra, quadri di distribuzione Prisma oltre a sezionatori, limitatori di sovratensione combinati tipo 2 della gamma Acti9;
  3. Mobilità elettrica – Le colonnine di ricarica EVlink per la realizzazione di punti di ricarica per i condomini o i proprietari delle abitazioni.

Superbonus al 110%: e la fibra ottica?

Nel Superbonus 110% al momento non rientrano le opere per predisporre gli edifici alla fibra ottica contraddistinta dalla sigla FTTH o Fiber-To-The-Home. A fine dicembre è stato presentato un emendamento per concedere un benefit fiscale del tutto analogo a quello del Superbonus anche per predisporre gli edifici alla fibra ottica.

L’emendamento prevede che ogni spesa documentata ed effettuata entro il 31 dicembre 2021 relativa all’infrastruttura per la banda ultra larga abbia diritto all’erogazione di un credito d’imposta pari al 110% della cifra con un limite di 1.000€ per unità immobiliare, con la possibilità della cessione del credito agli istituti bancari.

Gli interventi possono essere richiesti anche in condomini in cui si raggiunge il consenso per almeno 1/3 dei millesimi. L’infrastruttura interna realizzata sarà di competenza del condominio, mentre le reti in fibra che passano al suo interno resteranno di proprietà dell’operatore o degli operatori che le posano.

L’obiettivo è spingere la diffusione della banda ultra-larga e l’adeguamento degli impianti verticali di telecomunicazioni in un periodo storico in cui avere una buona connessione a internet in casa è più che mai una priorità. Il digital bonus, come viene chiamato, dovrebbe però essere inserito nel prossimo Decreto Milleproroghe. Il Ministero delle Finanze – per mettere in atto questa misura – dovrebbe stanziare 100 milioni di euro l’anno per il 2021, il 2022 e il 2023.

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Alessia Varalda

Alessia Varalda è ingegnere elettrotecnico, writing and editor consulting, fotografa e blogger. Appena laureata si è dedicata alla realizzazione di impianti elettrici per poi spostarsi nel mondo delle energie rinnovabili che ama tantissimo. Ha avuto la possibilità di scrivere e seguire il mondo dell’energia tradizionale e rinnovabile grazie ad una casa editrice tecnica. Ha quindi deciso di seguire “l’elettricità” sotto punti di vista diversi. Per circa 13 anni si è occupata de “Il Giornale dell’Installatore Elettrico”, prima come redattore, poi come responsabile della rivista. Ha seguito, coordinato e realizzato contenuti per altre riviste: Impianti + Rinnovabili, Tecnologie Elettriche, Percorsi Illuminazione e Tis (Il Corriere IdroTermoSanitario). Inoltre ha realizzato due monografie sulle rinnovabili dal titolo Sole Acqua Aria e Acqua. Si è occupata di energia, di illuminazione, di climatizzazione e di rinnovabili. Ha organizzato corsi di formazione, convegni ed eventi legati all’energia e all’integrazione.

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